ACCIDIA – il quinto peccato capitale

E non c’ho voglia
e non c’è storia
e perché dovrei farlo
e non mi alzo
e non ne vale la pena
e non è cosa
e sono stanco
e non ho forze
e non è giornata
oggi no
non ha senso fare

sbadiglio noia
pesantezza inedia
accidia accidia accidia
acci che?

quinto peccato settimo canto
espiando sottoterra
il peccato più strano

perché dirlo io?

gli altri si sanno
un giorno provati
forse cadranno
in gironi sdentati
ma questo cos’è

che non lo conosco
sdraiata lo annuso
ma non mi sposto

ma no
ma perché

ma dai
lascia stare

spalmata sul divano
troppa fatica a cambiare
pormi problemi?
fastidio mentale

non mi interessa
non mi va
che me ne cala
non si fa

azione
azione
richiamo sbiadito

urlo strozzato
non l’ho sentito
resto scostante
ferma impasse
non ho movimento

e non mi passa

muscolo molle
testa pesante
fastidio di pelle
indecisione costante
staticamente
non penso non faccio
il mondo gira
ma io non ci salgo

ballo lontano
non mi richiama
resto spalmata
e abbasso lo sguardo
il movimento io non l’ho chiamato
salutami tutti
io ora stacco.

ACCIDIA – il quinto peccato capitaleultima modifica: 2003-12-19T16:01:18+01:00da valelook
Reposta per primo quest’articolo

8 pensieri su “ACCIDIA – il quinto peccato capitale

  1. Accidia. Sì, l’accidia che non ha colto te iersera, piccolo uomo che non conosco.
    Già, perchè sei stato fin troppo attivo, sì. Veloce ed efficace. Oh sì, veloce, come la volpe nel pollaio, ed efficace, come il veleno del cobra.
    Eh già, perchè non si scassinano e svuotano 4 auto parcheggiate sotto un lampione in una via abbastanza trafficata senza essere un professionista. Già.
    Beh, mi levo il cappello e ti dico Buon Natale, piccolo uomo che non conosco.
    E passi per gli occhiali da sole. E passi per il caricabatterie per il cellulare. E passi che ovviamente avevi troppa fretta e poco tempo per stare a guardare cosa arraffavi. Ma, dico io, cazzo te ne fai del frontalino della mia autoradio senza l’autoradio? Che facciamo, quando vogliamo sentire un po’ di Vasco in auto fissiamo un appuntamento ed ognuno di noi porta un pezzo?
    E vabbè, buon natale. Che tu possa presto passare alle rapine che rendono decisamente meglio. Che Mercurio ti conceda di svaligiare tutte le banche più danarose del paese senza sparare un sol colpo. Che tu possa mettere al sicuro il più consistente gruzzolo che si sia mai visto. Che i giornali parlino di te. Che Costanzo ti cerchi per invitarti in qualche talk show (ovviamente sotto lauto compenso e copertura). Che tu riesca a fuggire in modo rocambolesco alimentando leggende metropolitane che nemmeno Robin Hood. Che tu possa raggiungere ai tropici un paradiso fiscale per impuniti, sicuro e felice di poterti finalmente godere il frutto di tanto lavoro. Che tu possa acquistarti la più strabiliante villa con piscina fronte mare con yacht, panfilo carico di gnocche che non vedono l’ora di saltarti addosso, fuoribordo per la pesca al marlin, aereo personale, aeroporto personale e poi sì, che tu possa finalmente realizzare il tuo sogno di avere una Lamborghini Diablo nera con fiamme gialle sulle fiancate e impianto stereo della Bose personalizzato. E che tu possa tenere nella cassetta di sicurezza n° 640 della tua banca personale compiacente tutti i soldi che ti sono avanzati insieme all’unico oggetto veramente inutile che ti è mai capito di fottere: il frontalino di un’autoradio, anni fa, quando ancora facevi il topo d’automobili. E’ veramante inutile, ma quasi ti ci sei affezionato e lo tieni come un portafortuna. Non l’hai mai abbandonato, come la pianta di Leòn, non puoi vivere senza, come Gollum senza l’Unico Anello. Una passione, un’ossessione sotto il sole rassicurante dei tropici…….. ……………. ……………. ……………. ……………. ……………. ……………. …………… e sarà in quel momento, mentre sorseggi il tuo drink spaparanzato sul materassino in piscina e la playmate del giorno nuota solerte verso la tua isoletta di plastica per farti assaporare le gioie del sesso subacqueo, sì proprio nel momento in cui smetterai di preoccuparti per il inutile oggetto portafortuna, ecco quello sarà l’attimo in cui penetrerò nella tua banca compiacente sotto le mentite spoglie del tuo consulente finanziario, entrerò nel caveau, mi dirigerò alla cassetta n° 640, la aprirò. Ma giunto lì, farò un’azione clamorosa. Sì, per una sorta di scrupolo di coscienza richiuderò dopo poco la cassetta n° 640 ed uscirò dalla banca e me ne andrò e sparirò dalla tua vita senza rovinarla e tu non dovrai più temere nulla. Sì, perchè in fondo sono sempre stato un generoso. Non posso vedere un uomo distrutto, perciò credo apprezzerai profondamente il fatto che lascerò il tuo frontalino portafortuna. E basta.
    Buon Natale, piccolo uomo che non conosco. E arrivederci.

    Davide

    P.S.: ovviamente spero non te la prenderai se in quel momento avviserò anche i narcotrafficant i che li hai fottuti con l’ultimo carico di coca perchè l’hai sostituito al volo con farina bianca una volta avuto il contante. Un piccolo scherzo da parte mia, su!

    P.P.S.: sai, mi hanno detto che i narcotrafficant i hanno l’abitudine di riempire di cemento le piscine di chi li frega. Con il proprietario legato sul fondo.

    P.P.P.S.: Ah! Buon natale…….!

  2. Oh beh, sai, i narcotrafficant i non badano a spese per mantenere vive le proprie tradizioni, eheh! E d’altra parte, 2 mc di cemento o 200 mc, che differenza fa? Un po’ più costoso, ma decisamente moooooolto più soddisfacente! Ahhh….!
    Corro sui bastioni, oggi gli assalti si moltiplicano (come sono solito dire: è natale e siamo tutti più buoni… a rompere i coglioni!) e la guarnigione ha bisogno anche di me. Arcieri! Con me! Prendete posizione e centrate qualunque cosa si muova là sotto!
    A presto!

    Davide

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